Moses Wright sognava di diventare Arthur Ashe, non Michael Jordan, quand’era un bambino. Aveva quattro anni quando prese in mano la racchetta per la prima volta. Ashe, il primo grande afroamericano nella storia del tennis, un esempio anche per le sue battaglie civili, era fonte di ispirazione per il giovanissimo Wright. La mamma Calla fin da bambino l’aveva spinto verso discipline inusuali per un bambino americano. Moses Wright era un nuotatore e una promessa del tennis. La federtennis americana ha anche pubblicato una storia su di lui per spiegare come una promessa del tennis fosse diventato una star del basket.

“Zero-star recruit”. Josh Pastner, coach di Georgia Tech ad Atlanta, così ricorda Moses Wright prima che diventasse una stella degli Yellow Jackets. Una volta abbandonato il tennis, convinto a tentare la strada del basket anche contro il parere della mamma (il padre Gerald è scomparso quando Moses aveva appena 12 anni), Wright si presentò sul mercato dei college senza alcuna reputazione. Aveva giocato un solo anno alla Enloe High School di Raleigh, nel North Carolina, con numeri importanti ma costruiti su un debordante atletismo. Per questo motivo, Darryl Labarrie – uno degli assistenti di Pastner – consigliò al capo allenatore di reclutarlo. Aveva fisico, atletismo e pochissima esperienza di gioco e, quindi, margini di miglioramento incredibili. Pastner si convinse a usare una borsa di studio per il “zero-star recruit”.

Per due anni, Wright a Georgia Tech ha giocato poco, con risultati accettabili. Ma nella stagione 2019-20, è esploso con 13.0 punti e 7.0 rimbalzi di media. Nella stagione seguente è andato oltre, 17.4 punti e 8.0 rimbalzi a partita, persino qualche occasionale tiro da tre punti (in generale, è un eccellente tiratore dalla media distanza). Era il 2021 e venne nominato giocatore dell’anno della ACC, una delle migliori conference del paese. Georgia Tech vinse il titolo di conference battendo in finale Florida State, guidata dalla futura stella dei Toronto Raptors, Scottie Barnes. In finale, Wright segnò 15 punti e catturò otto rimbalzi. L’altra star della squadra era il playmaker Josè Alvarado che pochi mesi fa ha vinto il titolo NBA con i New York Knicks. Vinto il titolo della ACC, Georgia Tech conquistò il primo lasciapassare per il Torneo NCAA dal 2010. Qui la fortuna voltò le spalle a Wright: positivo al Covid dovette saltare la partita con Loyola-Chicago che Georgia Tech perse. Così la sua carriera al college finì con un’assenza.

Moses Wright ha provato per un anno a trovare il suo spazio nella NBA. Prima ai Clippers poi a Dallas. Ha giocato bene nella G-League ma nel 2022 si è trasferito in Cina (Zhejiang e Shanxi le sue squadre) e poi in Turchia. È stato qui, mentre giocava nel Merkezefendi (26.4 punti e 8.4 rimbalzi di media in cinque gare nella lega turca) che venne prelevato dall’Olympiacos. In Grecia, è rimasto due anni con un ruolo minore, scontato considerata la concorrenza. Nella sua stagione completa al Pireo ha segnato 5.3 punti di media in EuroLeague, 11.7 (e 5.4 rimbalzi) in campionato. Poi è approdato allo Zalgiris e oltre a vincere tutto in Lituania ha prodotto una stagione di EuroLeague sensazionale, da 13.2 punti e 6.5 rimbalzi di media tirando con il 59.9% dal campo, diventando di fatto uno dei migliori centri della competizione. È stato il quarto rimbalzista offensivo (2.4 di media), il settimo rimbalzista difensivo, il quarto rimbalzista assoluto, il settimo stoppatore, ha finito con il 63.4% nel tiro da due, è stato decimo nella valutazione, terzo tra i centri, preceduto solo da Nikola Milutinov e Mfiondu Kabengele.

Fonte: Ufficio Stampa Olimpia Milano
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